Si può studiare pianoforte su una tastiera?

Una domanda che spesso mi viene posta è proprio questa. Caso tipico, un conoscente che vuole iniziare a studiare pianoforte: mi sai consigliare una tastiera economica che possa utilizzare?

Ecco la risposta breve: se le intenzioni di chi vuole iniziare a studiare pianoforte sono serie (ambizione di diventare un valido pianista) allora non esistono tastiere adatte, bisogna procurarsi un pianoforte.
Se invece lo scopo è solo prendere qualche lezione giusto per divertirsi un po’, e la massima aspirazione sarà quella di suonare qualche semplice brano per divertimento, magari con qualche amico (esiste il termine “pianoforte da spiaggia”?) allora sì, si può usare una tastiera anche economica.

Al pianista il pianoforte

Il pianoforte è uno strumento completamente analogico. Niente schede elettroniche, niente emulazioni, si ha a che fare con meccanismi, corde di metallo e legno. Una tastiera può sembrare simile, a volte esteticamente confondibile, ma è tutta un’altra cosa.

Da quando prendo lezioni di pianoforte ho iniziato ad affrontare un repertorio sempre più complesso, e mi sono reso conto che un pianista sfrutta un insieme di movimenti che interessano tutto il corpo (dal braccio alla mano, fino alle singole dita). Nulla è a caso. Persino tutte quelle mosse morbide, fluide, quasi come una danza, che sembra servano solo per fare scena non sono casuali, ma servono a ottenere un determinato tipo di suono.

Il bello del pianoforte è che, a differenza di una tastiera elettronica, è uno strumento vivo. C’è una vera e propria comunicazione tra esso e il pianista, e ogni più piccola variazione di intensità, di movimento, di angolazione, persino di ansia e agitazione producono un suono percettibilmente diverso.

Fatte queste premesse, nella delicata e lunghissima fase dell’apprendimento della tecnica pianistica diventa fondamentale poter imparare le tecniche corrette e metterle in pratica su un pianoforte, fin dall’inizio. In caso contrario si potrebbero assimilare delle tecniche sbagliate, che limiterebbero (e anche di parecchio) le potenzialità del pianista.

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Quindi voi, aspiranti pianisti, mettete l’anima in pace e procuratevi un pianoforte vero. Per risparmiare si può andare su marche secondarie, sull’usato e addirittura si può decidere di noleggiarlo anziché acquistarlo. Non posso esprimermi su marche e modelli in particolare, perché non credo di avere sufficiente conoscenza a riguardo e inoltre due pianoforti perfettamente identici suoneranno comunque diversamente, quindi bisogna avere un po’ di fortuna, affidarsi a un negoziante onesto e competente e soprattutto provare con le proprie mani ogni strumento prima di decidere.

Sì ma… se si abita in condominio?

Se la mettiamo sulla questione rumore, sappiate che ce la si fa anche in condominio. Se si rispettano le fasce orarie standard (quindi escluso la mattina presto, la pausa pranzo e la notte) state a posto. Qualche condomino in particolare potrebbe comunque protestare; in tal caso cercate di trovare degli accordi che vadano bene a entrambi… se poi continua a protestare solo ed esclusivamente per una questione di principio, allora sticassi.

Per dare un esempio, nel precedente appartamento ho scritto un foglio, indirizzato a tutti i condomini, in cui descrivevo la mia necessità di acquistare un pianoforte e in cui chiedevo se ci fossero delle richieste particolari (avevo lasciato lo spazio per rispondere), in assenza delle quali avrei suonato nelle fasce orarie “standard” (avevo scritto dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 22); ho infilato il foglio in ogni buchetta della posta del mio condominio, con l’indicazione di restituirmelo firmato per presa visione. Su dieci destinatari mi hanno risposto solo in tre, approvando il pianoforte a patto di non suonare fuori orario. Ah, per conoscenza ho girato lo stesso foglio anche all’amministratore di condominio, in caso di eventuali controversie da parte di quei sette che non si sono nemmeno degnati di rispondermi (forse la prassi più corretta sarebbe stata quella di far arrivare la comunicazione ai condomini direttamente dall’amministratore).

«Beh, ma potresti suonare con le cuffie, come fanno tanti»
Ecco, visto che siete arrivati fino a questo punto dell’articolo, adesso possedete la conoscenza giusta per argomentare con educata decisione il vostro “No, non si può”.

E per il pianista da spiaggia?

A quel punto mi verrebbe da dire che basta una qualunque tastiera a 88 tasti dinamici, volendo esagerare anche con i tasti pesati (per avere un vago effetto tasti duri “a martelletto” come sul pianoforte).
Mi viene da consigliare un Digital Piano della Yamaha, anche se si può tranquillamente andare su altre marche per confrontare le varie funzionalità e le differenze di prezzo.
Io posseggo una Yamaha P-105: 88 tasti, leggerissima, altoparlanti integrati e suoni discreti. Mi è capitata di sfruttarla anche per serate live e si è comportata egregiamente, della serie poca spesa e molta resa (visto che l’ho trovata usata per poco più di 200 €).

Conclusione

Questi sono solo dei suggerimenti che si basano sulla mia esperienza personale e sui consigli che a mia volta ho ricevuto da persone competenti in materia. Ad ogni modo, nulla vieta a nessuno di iniziare a studiare con una tastiera e poi passare al pianoforte in un secondo momento. Del resto io stesso, quando ho deciso di iniziare il percorso del conservatorio, a lezione c’era il pianoforte, mentre a casa mi allenavo su una tastiera, una Kurzweil PC3LE8… ma a pochi mesi dal mio primo esame mi sono dovuto procurare un pianoforte “reale”, per poter fare il ripassone intensivo finale, altrimenti col cavolo che sarei riuscito a passarlo.

In copertina: “Piano keys” di Elliott Billings.

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